Bloomberg Businessweek qualche tempo fa ha sottolineato alcuni aspetti controversi derivanti dell'ingresso della Russia nel WTO. In considerazione dellle caratteristiche del'impianto economico russo, gli effetti positivi dell'ingresso di Mosca avranno un impatto ben meno sistemico e rilevante per rapporti economici internazionali rispetto a quelli verificatisi a seguito dell'accesso della Cina dieci anni fa.
Maggiori positivita' si intravedono, invece, nella prospettiva dei rapporti strategici con i principali partner commerciali di Mosca. Solo il 10% dei vantaggi stimati dalla Banca Mondiale andranno a vantaggio degli esportatori russi. La Banca aveva qualche tempo fa messo in guardia il governo russo sottolineando che la massimizzazione dei benefici economici derivanti dalla partecipazione al club del WTO sarebbe dipesa dal miglioramento del "clima di business" dalle parti di Mosca. Argomento sul quale la Russia ha davanti a se un lungo cammino, come dimostra il fatto che sia posizionata in 120a posizione tra i 183 paesi presi in considerazione dalla classifica del "Doing Business" Report. Classifica che vede la posizione media degli altri paesi "emergenti" in 85a posizione.
"We are now living in a G-Zero world, one in which no single country or bloc of countries has the political and economic leverage - or the will - to drive a truly international agenda. The result will be intensified conflict on the international stage over vitally important issue, such international macroeconomic coordination, financial regulatory reform, trade policy, and climate change.This new order has far-reaching implications... waiting for the current era of political end economic uncertain to pass. Many of them can expect an extended wait."
Iann Bremmer and Nouriel Roubini
"A G-Zero world" - Foreign Affairs - March/April 2011
Iann Bremmer and Nouriel Roubini
"A G-Zero world" - Foreign Affairs - March/April 2011
domenica 7 ottobre 2012
sabato 6 ottobre 2012
Medio Oriente e Nord Africa: nessuna crescita senza riforme
La situazione economica dei paesi medio orientali e del Nord Africa si trova ad un bivio. La necessita' di avviare riforme accomuna paesi dalle economie sostanzialmente differenti. Per tutti secondo Alessandro Magnoli Bocchi la via delle riforme strutturali e' obbligatoria per dare slancio alla crescita economica. Stanno, come al solito, peggio i paesi importatori di petrolio (per l'Egitto vedi qui una considerazione di qualche tempo fa) le cui risorse finanziarie per attutire i colpi di una rivoluzione che nulla ha finora cambiato, stanno per finire.
venerdì 28 settembre 2012
Francia: il Qatar ora fa un giro in periferia
Dopo i numerosi progetti di investimento del Qatar in Francia resi noti questa estate, dalle parti di Parigi si discute ora con maggiore asprezza l'intenzione del piccolo emirato di investire 50 milioni di Euro per risollevare le disastrose condizioni economiche e sociali delle banlieu francesi. Molte le voci d'oltralpe che parlano di minaccia per la Francia.
mercoledì 19 settembre 2012
Lo shadow banking guadagna terreno nei paesi emergenti
Lo shadow banking, segmento dell’intermediazione creditizia, satellite del sistema bancario tradizionale e ventre molle di quel capitalismo finanziario additato da molti come principale causa sistemica della crsi finanziaria/economica, che a quattro anni dal suo inizio continua a gravare sulla maggiorparte delle economie mondiali, "minaccia" ora anche i mercati dei paesi emergenti.
Tra questi ad alto rischio sembra essere proprio la Cina che, insieme agli altri Bric, era stata ritenuta finora immune a motivo della relativa elementarità della propria struttura bancaria.
A gridare l’allarme sono gli esperti della Banca Mondiale che dedicano al fenomeno un approfondimento analitico. Sebbene sia ancora lontano dall’assumere una dimensione pari a quella che l’FSB indicava in uno studio di oltre un anno fa relativamente alle economie più avanzate (oltre 60 trilioni di dollari!), lo shadow banking cresce nei paesi emergenti a ritmi apprezzabilmente e pericolosamente significativi.
sabato 15 settembre 2012
Insurrezioni anti-usa e ultimi dati sulla produzione del petrolio.
Ecco gli ultimi dati sulla produzione di oro nero nei paesi dove piu' aspre sono state le dimostrazioni e le violenze contro le rappresentanze degli Stati Uniti d'America dopo il massacro di Bengasi in cui hanno perso la vita l'ambasciatore americano in Libia e altri addetti della rappresentanza consolare USA.
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venerdì 14 settembre 2012
Cina e Taiwan contro il Giappone per le isole Diaoyu/Senkaku
L'invio di navi della marina militare cinese nel Mar Orientale della Cina segna l'aggravarsi dell'antagonismo con il Giappone dopo le dichiarazioni del governo di Tokio relative all'acquistodai privati proprietari di un gruppo di isolette disabitate che i cinesi chiamano Diaoyu ed i giapponesi Senkaku. Il passaggio di proprietà dovrebbe essere perfezionato entro la fine di questo mese. Le isole sono state finora amministrate dal Giappone ma sono al centro di una disputa di lunga durata con la Cina e con Taiwan. La crescente tensione della disputa sulle isole è un nuovo capitolo del tentativo cinese di ridurre la perdurante preponderanza americana sui mari che bagnano le coste cinesi.
domenica 9 settembre 2012
Continua il rallentamento dell'economia cinese
Il perdurare del rallentamento dell'economia cinese è confermato sia dai dati commerciali di Agosto - segnati dalla crisi dell'economia uropea - sia da una serie di altri dati che tracciano la debolezza di importanti indici economici quali, la produzione manifatturiera e gli investimenti.
Alcuni analisti cominciano ad intravedere che la crescita per quest'anno possa rischiare di andare sotto il livello di crescita del 7,5% prevsito dal governo cinese.
Alcuni analisti cominciano ad intravedere che la crescita per quest'anno possa rischiare di andare sotto il livello di crescita del 7,5% prevsito dal governo cinese.
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