Secondo Sultan Sooud Al Qassemi di Al-monitor , i 5 miliardi di dollari di recente garantiti dal Qatar all'Egitto hanno definitivamente sancito una "relazione speciale" tra i due paesi che non convince affatto gli altri stati del Consiglio di Cooperazione del Golfo, Emirati Arabi Uniti ed Arabia Saudita in testa.
"Certo, tra gli stati del Consiglio di cooperazione del Golfo esistono
disaccordi riguardo alle relazioni esterne – ad esempio, alcuni membri
hanno legami con l'Iran (e ben più forti di quanto si vorrebbe)", osserva Sooud Al Qassemi, che aggiunge: "ma questa è la prima volta che uno di loro si allea così strettamente a
un partito di cui un altro stato membro diffida così apertamente e
considera addirittura dannoso".
"We are now living in a G-Zero world, one in which no single country or bloc of countries has the political and economic leverage - or the will - to drive a truly international agenda. The result will be intensified conflict on the international stage over vitally important issue, such international macroeconomic coordination, financial regulatory reform, trade policy, and climate change.This new order has far-reaching implications... waiting for the current era of political end economic uncertain to pass. Many of them can expect an extended wait."
Iann Bremmer and Nouriel Roubini
"A G-Zero world" - Foreign Affairs - March/April 2011
Iann Bremmer and Nouriel Roubini
"A G-Zero world" - Foreign Affairs - March/April 2011
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sabato 2 febbraio 2013
giovedì 31 gennaio 2013
Il declino economico dell'Egitto
A due anni dall'inizio della rivoluzione egiziana, mentre il potere del Presidente Morsi appare sempre piu' indebolito, l'economia dell'Egitto e' sempre piu' in crisi.
Appaiono minime le possibilita' che il prestito del FMI, essenziale piu' per scongiurare l'uscita del Cairo dall'orbita delle relazioni economiche con i partners occidentali, che per rimediare alla debacle economica del paese, sia a breve assicurato in assenza delle riforme economiche prima promesse e poi ritirate dal governo egiziano.
Appaiono minime le possibilita' che il prestito del FMI, essenziale piu' per scongiurare l'uscita del Cairo dall'orbita delle relazioni economiche con i partners occidentali, che per rimediare alla debacle economica del paese, sia a breve assicurato in assenza delle riforme economiche prima promesse e poi ritirate dal governo egiziano.
sabato 6 ottobre 2012
Medio Oriente e Nord Africa: nessuna crescita senza riforme
La situazione economica dei paesi medio orientali e del Nord Africa si trova ad un bivio. La necessita' di avviare riforme accomuna paesi dalle economie sostanzialmente differenti. Per tutti secondo Alessandro Magnoli Bocchi la via delle riforme strutturali e' obbligatoria per dare slancio alla crescita economica. Stanno, come al solito, peggio i paesi importatori di petrolio (per l'Egitto vedi qui una considerazione di qualche tempo fa) le cui risorse finanziarie per attutire i colpi di una rivoluzione che nulla ha finora cambiato, stanno per finire.
lunedì 30 gennaio 2012
Il futuro economico dell'Egitto:più populismo e meno crescita
Sia Giustizia e libertà, braccio politico della Fratellanza musulmana e ora primo partito politico in Egitto, sia al-Nour, guidato dai più radicali salafiti, seconda forza e vera sorpresa elettorale, seppure con gradazioni molto diverse, hanno promesso che proporranno riforme ispirate agli insegnamenti islamici. Ma non è detto che la coalizione di governo che guiderà il paese alla fine della fase transitoria sarà ad esclusiva composizione islamica...
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