Nel 2019 la Cina potrebbe realizzare il primo disavanzo delle partite correnti dal 1993.
Già segnalato da Morgan Stanley qualche mese fa, secondo l'Economist , il fatto dovrebbe imporre un cambio strutturale con riflessi sull'intero sistema economico internazionale. Secondo il settimanale britannico ciò dovrebbe comportare un nuovo percorso della traiettoria di scontro comemrciale tra Cina e USA, ma questi ultimi non se ne darebbero per avvertiti. Esclusi i redditi da investimento il disavanzo commerciale degli USA nei confronti dell'Impero di Mezzo resta imponente: oltre 350 miliardi di dollari.
"We are now living in a G-Zero world, one in which no single country or bloc of countries has the political and economic leverage - or the will - to drive a truly international agenda. The result will be intensified conflict on the international stage over vitally important issue, such international macroeconomic coordination, financial regulatory reform, trade policy, and climate change.This new order has far-reaching implications... waiting for the current era of political end economic uncertain to pass. Many of them can expect an extended wait."
Iann Bremmer and Nouriel Roubini
"A G-Zero world" - Foreign Affairs - March/April 2011
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domenica 17 marzo 2019
lunedì 7 gennaio 2019
Avviata oggi la prima fase di negoziati tra Cina e USA sui dazi
Una delegazione statunitense guidata da rappresentanti di medio livello dei dipartimenti del Commercio e del Tesoro USA ha avviato oggi a Pechino due giorni di colloqui con rappresentanti cinesi per avviare trattative per superare la guerra dei dazi tra i due paesi. Qui il commento apparso sul New York Times.
mercoledì 11 dicembre 2013
Una via d'uscita per l'Ucraina ? - articolo di Timothy Snyder su NYRB
Mentre la polizia fa dietro front dalle piazze della protesta ucraina, l'esame della situazione nel paese di Timothy Snyder sul sito del New york review of books vale un'attenta lettura. Una prospettiva ampia per un esame a tutto tondo. Ottimo pezzo.
mercoledì 30 gennaio 2013
Il 2012 si chiude con un inatteso segnale negativo per l'economia USA
Secondo i dati del dipartimento del commercio statunitense, l'ultimo trimestre del 2012 porta in casa USA un'inaspettata ventata gelida. Secondo gli esperti la crescita negativa del PIL, pari allo 0,1% rispetto al periodo precedente, dipende dal sommarsi di vari fattori . Tra questi i principali sono: le nere aspettative fatte registrare in chiusura d'anno, mentre il paese sembrava viaggiare verso il "precipzio fiscale" - poi in extremis evitato, una forte diminuzione delle spese militari ed il ridimensionamento dei flussi export. Il New York Times, in compagnia di molta stampa americana ed internazionale, sostiene tuttavia che i dati del dipartimento del commercio non suggeriscono che il paese sia vicino ad un periodo recessivo, come pure alcuni economisti hanno sostenuto a più riprese nel corso dello scorso anno.
martedì 6 novembre 2012
I paesi del "blocco" del Renminbi
Secondo una recente analisi del Peterson Institute for International Economics, dall'inizio della Grande Recessione, il Renminbi è sempre di più la moneta di riferimento in Asia Orientale. Secondo quanto rintracciato dallo studio, infatti ben 7 monete nazionali sui 10 dei paesi che compongono questa parte dell'Asia fluttuano quasi in unisono con la moneta cinese ed appaiono sempre più distanti dal percorso del dollaro americano. Gli autori dello studio descrivono questa realtà come un vero e proprio "blocco del renminbi", formato, oltre che ovviamente dalla Cina, da Corea del Sud, Indonesia, Taiwan, Malesia, Singapore e Thailandia.
Hong Kong, Vietnam e Mongolia, sono ancora da considerarsi , invece, nell'orbita del dollaro americano.
Il formarsi di un blocco dipende da ovvie scelte economiche operate da paesi che formano un mercato sul quale dal 1993 ad oggi la quota commerciale di Pechino è salita dal 2 al 22%.
secondo le previsoni fatte dallo studio, il blocco del renminbi potrebbe presto affermarsi anche oltre i confini dell'Asia per ricomprendere al suo interno paesi quali India, Cile, Israele, Sudafrica ed anche Turchia, nei quali l'importanza della moneta cinese sta sfidando quella del dollaro statunitense.
Interessante è osservare la controtendenza della forza dell'economia - a favore della Cina rispetto alla rinnovata politica di Obama di rafforzamento della posizione delle forze di sicurezza a stelle e strisce nella stessa zona geografica, conosciuta come pivot-to-Asia strategy, alla quale Robert S. Ross, rivolge da ultimo critiche piuttosto aspre dalle colonne di Foreign Affairs.
Hong Kong, Vietnam e Mongolia, sono ancora da considerarsi , invece, nell'orbita del dollaro americano.
Il formarsi di un blocco dipende da ovvie scelte economiche operate da paesi che formano un mercato sul quale dal 1993 ad oggi la quota commerciale di Pechino è salita dal 2 al 22%.
secondo le previsoni fatte dallo studio, il blocco del renminbi potrebbe presto affermarsi anche oltre i confini dell'Asia per ricomprendere al suo interno paesi quali India, Cile, Israele, Sudafrica ed anche Turchia, nei quali l'importanza della moneta cinese sta sfidando quella del dollaro statunitense.
Interessante è osservare la controtendenza della forza dell'economia - a favore della Cina rispetto alla rinnovata politica di Obama di rafforzamento della posizione delle forze di sicurezza a stelle e strisce nella stessa zona geografica, conosciuta come pivot-to-Asia strategy, alla quale Robert S. Ross, rivolge da ultimo critiche piuttosto aspre dalle colonne di Foreign Affairs.
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sabato 15 settembre 2012
Insurrezioni anti-usa e ultimi dati sulla produzione del petrolio.
Ecco gli ultimi dati sulla produzione di oro nero nei paesi dove piu' aspre sono state le dimostrazioni e le violenze contro le rappresentanze degli Stati Uniti d'America dopo il massacro di Bengasi in cui hanno perso la vita l'ambasciatore americano in Libia e altri addetti della rappresentanza consolare USA.
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venerdì 14 settembre 2012
Cina e Taiwan contro il Giappone per le isole Diaoyu/Senkaku
L'invio di navi della marina militare cinese nel Mar Orientale della Cina segna l'aggravarsi dell'antagonismo con il Giappone dopo le dichiarazioni del governo di Tokio relative all'acquistodai privati proprietari di un gruppo di isolette disabitate che i cinesi chiamano Diaoyu ed i giapponesi Senkaku. Il passaggio di proprietà dovrebbe essere perfezionato entro la fine di questo mese. Le isole sono state finora amministrate dal Giappone ma sono al centro di una disputa di lunga durata con la Cina e con Taiwan. La crescente tensione della disputa sulle isole è un nuovo capitolo del tentativo cinese di ridurre la perdurante preponderanza americana sui mari che bagnano le coste cinesi.
lunedì 13 febbraio 2012
Xi Jinping va a Washignton
La visita che il vice-presidente cinese (e presidente "in pectore"), Xi Jinping, inizia oggi a Washington e' pensata come prima presa di contatto con l'establishment a stelle e strisce. La domanda principale che gli osservatori si pongono sull'evolversi dei rapporti tra i due colossi e se Xi riuscirà nel corso del suo ormai prossimo mandato a rallentare quella che sempre di più si presenta come una vera e propria corsa agli armamenti ingaggiata da Cina e Stati Uniti nel Pacifico.
“Hedging and Engagement” – “circoscrivere e coinvolgere”, queste le spole tra le quali gli USA hanno tessuto la loro politica nei confronti della Cina da quando, ben prima delle guerre post 11 Settembre 2001, si cominciò a palesare quello che sarebbe stato il confronto strategico di base del XXI secolo.
Geoff Dyer, dalle colonne del Financial Times riporta ora dell’impegno del Pentagono nel prevedere uno specifico e prioritario ingaggio militare di medio-lungo periodo, noto come AirSea Battle che vede nella Cina il nemico militare numero uno. In tutta similitudine con l’altro noto come AirLand Battle che si opponeva alle forze del Patto di Varsavia sulla faglia tettonica europea negli anni della guerra fredda.
Geoff Dyer, dalle colonne del Financial Times riporta ora dell’impegno del Pentagono nel prevedere uno specifico e prioritario ingaggio militare di medio-lungo periodo, noto come AirSea Battle che vede nella Cina il nemico militare numero uno. In tutta similitudine con l’altro noto come AirLand Battle che si opponeva alle forze del Patto di Varsavia sulla faglia tettonica europea negli anni della guerra fredda.
mercoledì 21 dicembre 2011
Aspettando un leader...
Il 2011 si chiude con la sconfortante e perdurante constatazione che il sistema delle relazioni internazionali continua a mancare di una visione largamente condivisa sul governo da imprimere alle relazioni economiche globali.
Anche secondo Franco Bruni il fallimento di un multilateralismo realmente costruttivo, l’affievolirsi della capacità degli USA di tenere il timone nella tempesta della grande crisi economica mondiale e le “disgrazie europee” - da ultimo acuitesi con la rottura tra la UE e l’Inghilterra - non lasciano intravedere nulla di buono per il 2012. Nè la crescita cinese di per sè basta a realizzare il passaggio di testimone da Washington a Pechino.
Insomma, è sempre più…GZEROECONOMY!sabato 26 novembre 2011
Gli USA si preparano al secolo Pacifico
Il rafforzamento e la ridefinizione della strategia Usa in Asia, delineati nel discorso del presidente Obama di fronte al parlamento di Canberra lo scorso 16 novembre, tra i suoi più importanti in politica estera, sembrano essere obiettivi tutt’altro che estemporanei e poggiano su due pilastri...
[Per leggere l'intero articolo vai su sito della rivista di geopolitica Limes]
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