"We are now living in a G-Zero world, one in which no single country or bloc of countries has the political and economic leverage - or the will - to drive a truly international agenda. The result will be intensified conflict on the international stage over vitally important issue, such international macroeconomic coordination, financial regulatory reform, trade policy, and climate change.This new order has far-reaching implications... waiting for the current era of political end economic uncertain to pass. Many of them can expect an extended wait."

Iann Bremmer and Nouriel Roubini
"A G-Zero world" - Foreign Affairs - March/April 2011



lunedì 13 febbraio 2012

Xi Jinping va a Washignton

La visita che il vice-presidente cinese (e presidente "in pectore"), Xi Jinping, inizia oggi a Washington e' pensata come prima presa di contatto con l'establishment a stelle e strisce. La domanda principale che gli osservatori si pongono sull'evolversi dei rapporti tra i due colossi e se Xi riuscirà nel corso del suo ormai prossimo mandato a rallentare quella che sempre di più si presenta come una vera e propria corsa agli armamenti ingaggiata da Cina e Stati Uniti nel Pacifico.
“Hedging and Engagement” – “circoscrivere  e coinvolgere”, queste le spole tra le quali gli USA hanno tessuto la loro politica nei confronti della Cina da quando, ben prima delle guerre post 11 Settembre 2001, si cominciò a palesare quello che sarebbe stato il confronto strategico di base del XXI secolo. 
Geoff Dyer, dalle colonne del Financial Times riporta ora dell’impegno del Pentagono nel prevedere uno specifico e prioritario ingaggio militare di medio-lungo periodo, noto come AirSea Battle che vede nella Cina il nemico militare numero uno. In tutta similitudine con l’altro noto come AirLand Battle che si opponeva alle forze del Patto di Varsavia sulla faglia tettonica europea negli anni della guerra fredda.

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