Tra i russi, nessuno riesce a considerare premiante il fatto che il suo paese sia “uno dei BRIC”...
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"We are now living in a G-Zero world, one in which no single country or bloc of countries has the political and economic leverage - or the will - to drive a truly international agenda. The result will be intensified conflict on the international stage over vitally important issue, such international macroeconomic coordination, financial regulatory reform, trade policy, and climate change.This new order has far-reaching implications... waiting for the current era of political end economic uncertain to pass. Many of them can expect an extended wait."
Iann Bremmer and Nouriel Roubini
"A G-Zero world" - Foreign Affairs - March/April 2011
Iann Bremmer and Nouriel Roubini
"A G-Zero world" - Foreign Affairs - March/April 2011
giovedì 15 agosto 2013
mercoledì 24 luglio 2013
Variazioni demografiche i dati dell'ONU mostrano come sara' il mondo nel 2100
Declino demografico dell'Asia, sale la stella dell'Africa. Leggi qui il report del Washington Post sui dati recentemente diramati dall'ONU in connessione con la giornata mondiale delle popolazioni celebrate lo scorso 11 Luglio.
Cambia il gioco dell'energia: piu' produttori e prezzi piu' bassi riducono il potere dei produttori tradizionali di gas e petrolio
La mappa dell'energia sta per essere riscritta a seguito delle scoperte rese possibili dall'uso di tecnologie non convenzionali di estrazione. Soprattutto l'uso della tecnica dell'"idraulic fraction" negli USA e' stata essenziale per la discesa del prezzo del gas dalle vette raggiunte nel 2008. Questo provochera' la riduzione di un sesto della capacita' di generazione dell'energia dal carbone entro il 2020. E' gia' un dato di fatto la conversione di centinaia di migliaia di veicoli dalla benziana al gas compresso ed il rimpatrio in USA dalla Cina di impianti produttivi di prodotti chimici, plastici e fertilizzanti, forti utilizzatori di gas sia come material prima che come fonte di energia. Secondo Price Watrhouse ne dovrebbe derivare la creazione di oltre un mione di posti di lavoro negli USA. Le nuove tecnologie impiegate invece nella estrazione di petrolio hanno gia' provocato negli Stati Uniti una riduzione, dal 2005 al 2012, di oltre il 15% delle quantita' di petrolio importato che pesava per il 605 sui consume a stele e strisce mentre ora e' al 45%. Sono in molti che prevedono il raggiungimento di una capacita' produttiva interna nei prossimi anni che fara' rasentare l'autosufficienza produttiva.
Secondo Aviezer Tucker la Russia dovrebbe essere duramente colpita nei suoi interessi economici principali, che come e' noto ruotano intorno allo sfruttamento ed al trasporto delle proprie riserve energetiche tradizionali, mentre non solo gli USA ma anche la Cina, che secondo alcuni calcoli possiede piu' giacimenti di shale gas di qualsiasi altro paese, USA inclusi. Per ulteriori dettagli sugli effetti geopolitici di questo nuovo stato di cose leggi qui quanto scritto su Foreign Affairs lo scorso dicembre.
Secondo Aviezer Tucker la Russia dovrebbe essere duramente colpita nei suoi interessi economici principali, che come e' noto ruotano intorno allo sfruttamento ed al trasporto delle proprie riserve energetiche tradizionali, mentre non solo gli USA ma anche la Cina, che secondo alcuni calcoli possiede piu' giacimenti di shale gas di qualsiasi altro paese, USA inclusi. Per ulteriori dettagli sugli effetti geopolitici di questo nuovo stato di cose leggi qui quanto scritto su Foreign Affairs lo scorso dicembre.
giovedì 7 marzo 2013
Movimenti di capitale ancora ostaggio della crisi
La crisi economico finanziaria abbattutasi sull'economia internazionale a partire dal 2008 tiene in ostaggio i movimenti di capitale, ancora al di sotto del picco massimo raggiunto nel 2007 di ben il 60%. Ed il futuro per i movimenti finanziari appra ancora incerto. A confermarlo e' il report annuale del McKinsey Global Institute.
sabato 2 febbraio 2013
La politica del Qatar in Egitto non piace agli altri stati del Golfo
Secondo Sultan Sooud Al Qassemi di Al-monitor , i 5 miliardi di dollari di recente garantiti dal Qatar all'Egitto hanno definitivamente sancito una "relazione speciale" tra i due paesi che non convince affatto gli altri stati del Consiglio di Cooperazione del Golfo, Emirati Arabi Uniti ed Arabia Saudita in testa.
"Certo, tra gli stati del Consiglio di cooperazione del Golfo esistono disaccordi riguardo alle relazioni esterne – ad esempio, alcuni membri hanno legami con l'Iran (e ben più forti di quanto si vorrebbe)", osserva Sooud Al Qassemi, che aggiunge: "ma questa è la prima volta che uno di loro si allea così strettamente a un partito di cui un altro stato membro diffida così apertamente e considera addirittura dannoso".
"Certo, tra gli stati del Consiglio di cooperazione del Golfo esistono disaccordi riguardo alle relazioni esterne – ad esempio, alcuni membri hanno legami con l'Iran (e ben più forti di quanto si vorrebbe)", osserva Sooud Al Qassemi, che aggiunge: "ma questa è la prima volta che uno di loro si allea così strettamente a un partito di cui un altro stato membro diffida così apertamente e considera addirittura dannoso".
giovedì 31 gennaio 2013
Il declino economico dell'Egitto
A due anni dall'inizio della rivoluzione egiziana, mentre il potere del Presidente Morsi appare sempre piu' indebolito, l'economia dell'Egitto e' sempre piu' in crisi.
Appaiono minime le possibilita' che il prestito del FMI, essenziale piu' per scongiurare l'uscita del Cairo dall'orbita delle relazioni economiche con i partners occidentali, che per rimediare alla debacle economica del paese, sia a breve assicurato in assenza delle riforme economiche prima promesse e poi ritirate dal governo egiziano.
Appaiono minime le possibilita' che il prestito del FMI, essenziale piu' per scongiurare l'uscita del Cairo dall'orbita delle relazioni economiche con i partners occidentali, che per rimediare alla debacle economica del paese, sia a breve assicurato in assenza delle riforme economiche prima promesse e poi ritirate dal governo egiziano.
mercoledì 30 gennaio 2013
Il 2012 si chiude con un inatteso segnale negativo per l'economia USA
Secondo i dati del dipartimento del commercio statunitense, l'ultimo trimestre del 2012 porta in casa USA un'inaspettata ventata gelida. Secondo gli esperti la crescita negativa del PIL, pari allo 0,1% rispetto al periodo precedente, dipende dal sommarsi di vari fattori . Tra questi i principali sono: le nere aspettative fatte registrare in chiusura d'anno, mentre il paese sembrava viaggiare verso il "precipzio fiscale" - poi in extremis evitato, una forte diminuzione delle spese militari ed il ridimensionamento dei flussi export. Il New York Times, in compagnia di molta stampa americana ed internazionale, sostiene tuttavia che i dati del dipartimento del commercio non suggeriscono che il paese sia vicino ad un periodo recessivo, come pure alcuni economisti hanno sostenuto a più riprese nel corso dello scorso anno.
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