"We are now living in a G-Zero world, one in which no single country or bloc of countries has the political and economic leverage - or the will - to drive a truly international agenda. The result will be intensified conflict on the international stage over vitally important issue, such international macroeconomic coordination, financial regulatory reform, trade policy, and climate change.This new order has far-reaching implications... waiting for the current era of political end economic uncertain to pass. Many of them can expect an extended wait."

Iann Bremmer and Nouriel Roubini
"A G-Zero world" - Foreign Affairs - March/April 2011



lunedì 30 gennaio 2012

Il futuro economico dell'Egitto:più populismo e meno crescita

Sia Giustizia e libertà, braccio politico della Fratellanza musulmana e ora primo partito politico in Egitto, sia al-Nour, guidato dai più radicali salafiti, seconda forza e vera sorpresa elettorale, seppure con gradazioni molto diverse, hanno promesso che proporranno riforme ispirate agli insegnamenti islamici. Ma non è detto che la coalizione di governo che guiderà il paese alla fine della fase transitoria sarà ad esclusiva composizione islamica...
[continua a leggere l'articolo su LIMES]

mercoledì 18 gennaio 2012

Crescita debole. La Cina punta sui consumi interni

Neanche Sparta ride. La diminuzione della crescita dell’export e l’inversione della rotta del suo mercato immobiliare, sono alla base del rallentamento dell’economia cinese, confermato dai dati sull’espansione dell’economia nell’ultimo trimestre del 2011 ferma all’8,9%...
[Per leggere l'intero articolo vai sul sito della rivista di geopolitica Limes

La Banca Mondiale rivede al ribasso le sue previsioni di crescita dell'economia mondiale

Il circolo vizioso che rischia di palesarsi a breve tra il rallentamento delle economie dei paesi emergenti - motore dell'economia internazionale e l'entrata in recessione dell'Europa - la più importante area economica mondiale, costringe la Banca Mondiale a corregere al ribasso le previsioni sulla crescita economica nel 2012 del suo report di Giugno.
Per una approfondimento, qui il report completo della Banca.

mercoledì 21 dicembre 2011

Aspettando un leader...

Il 2011 si chiude con la sconfortante e perdurante constatazione che il sistema delle relazioni internazionali continua a mancare di una visione largamente condivisa sul governo da imprimere alle relazioni economiche globali.
Anche secondo Franco Bruni il fallimento di un multilateralismo realmente costruttivo, l’affievolirsi della capacità degli USA di tenere il timone nella tempesta della grande crisi economica mondiale e le “disgrazie europee” - da ultimo acuitesi con la rottura tra la UE e l’Inghilterra - non lasciano intravedere nulla di buono per il 2012. Nè la crescita cinese di per sè basta a realizzare il passaggio di testimone da Washington a Pechino.
Insomma, è sempre più…GZEROECONOMY!

lunedì 19 dicembre 2011

Più ruolo internazionale al Renminbi

Spinta da un aumento dei flussi finanziari in uscita dal paese la Commissione di regolamentazione  azionaria cinese ha deciso di aprire nuovi canali per consentire alle istituzioni straniere di investire nei suoi mercati azionari. La decisione è destinata ad aumentare il peso del renminbi sui mercati internazionali favorendone un maggior utilizzo. I dati relativi ad ottobre, recentemente resi noti dalla banca centrale cinese, hanno infatti evidenziato il rianimarsi, per la prima volta dal 2007, di limitati  flussi di capitali in uscita dal paese. Si tratta di una “apertura” interessata , ovviamente, che però fa sì che Pechino allenti gradualmente il suo ferreo controllo sui capitali. E’ inoltre una manovra che tiene conto del relativo rallentamento del tasso di crescita dell’economia cinese. La decisione si inserisce in una più ampia manovra, governata da nuovo presidente della Commissione, Guo Shuqing,  che come segnalato dal quotidiano Caixin, è orientata a coinvolgere maggiormente gli investitori istituzionali - in primis quelli domestici - sul mercato azionario.

venerdì 16 dicembre 2011

L'america è ricca di idrocarburi non convenzionali.

Daniel Yergin autore di The prize: the Epic Quest for Oil, Money & Power, sostiene che siamo davanti a un ribilanciamento della geografia degli idrocarburi. Una situazione che può essere paragonata al periodo tra le due guerre mondiali, quando gli Stati Uniti e i suoi vicini erano i primi produttori di oro nero al mondo....

[Per leggere l'intero articolo vai sul sito della rivista di geopolitica Limes

martedì 29 novembre 2011

Il Fondo sovrano della Cina alla scoperta dell’Inghilterra

Perché il Regno Unito? Perché si tratta di una delle economie più aperte del pianeta, tenuta su, fra l’altro, da un sistema legale tra i più solidi, semplici e pertanto amichevoli per gli investitori. Un sistema che ha nei suoi capisaldi quello della trasparenza e della prevedibilità...

[Per leggere l'intero articolo vai sul sito della rivista di geopolitica Limes]