"We are now living in a G-Zero world, one in which no single country or bloc of countries has the political and economic leverage - or the will - to drive a truly international agenda. The result will be intensified conflict on the international stage over vitally important issue, such international macroeconomic coordination, financial regulatory reform, trade policy, and climate change.This new order has far-reaching implications... waiting for the current era of political end economic uncertain to pass. Many of them can expect an extended wait."
Iann Bremmer and Nouriel Roubini
"A G-Zero world" - Foreign Affairs - March/April 2011
Iann Bremmer and Nouriel Roubini
"A G-Zero world" - Foreign Affairs - March/April 2011
domenica 5 agosto 2012
India, il rischio di una promessa tradita
Contina con una analisi sull'economia indiana l'esame del rallentameto delle economie dei paesi emergenti. Leggi qui l'articolo.
Brasile. La B dei Bric non cresce piu'
L'economia brasiliana è in affanno, per
colpa anche di un welfare troppo corposo. Bisogna spostare il sostegno
all'economia dalla domanda agli investimenti. Il "modello Lula" va messo
in soffitta?
(leggi il resto, qui)
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giovedì 12 aprile 2012
Sul petrolio iraniano il mondo segue gli USA
Qualche giorno fa anche la Turchia ha annunciato che diminuirà del 20%, gli acquisti di petrolio iraniano. Il ministro turco dell’energia, Taner Yildiz, ha fatto sapere che l'oro nero persiano verrà rimpiazzato con quello di provenienza libica ed eventualmente saudita.
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lunedì 13 febbraio 2012
Xi Jinping va a Washignton
La visita che il vice-presidente cinese (e presidente "in pectore"), Xi Jinping, inizia oggi a Washington e' pensata come prima presa di contatto con l'establishment a stelle e strisce. La domanda principale che gli osservatori si pongono sull'evolversi dei rapporti tra i due colossi e se Xi riuscirà nel corso del suo ormai prossimo mandato a rallentare quella che sempre di più si presenta come una vera e propria corsa agli armamenti ingaggiata da Cina e Stati Uniti nel Pacifico.
“Hedging and Engagement” – “circoscrivere e coinvolgere”, queste le spole tra le quali gli USA hanno tessuto la loro politica nei confronti della Cina da quando, ben prima delle guerre post 11 Settembre 2001, si cominciò a palesare quello che sarebbe stato il confronto strategico di base del XXI secolo.
Geoff Dyer, dalle colonne del Financial Times riporta ora dell’impegno del Pentagono nel prevedere uno specifico e prioritario ingaggio militare di medio-lungo periodo, noto come AirSea Battle che vede nella Cina il nemico militare numero uno. In tutta similitudine con l’altro noto come AirLand Battle che si opponeva alle forze del Patto di Varsavia sulla faglia tettonica europea negli anni della guerra fredda.
Geoff Dyer, dalle colonne del Financial Times riporta ora dell’impegno del Pentagono nel prevedere uno specifico e prioritario ingaggio militare di medio-lungo periodo, noto come AirSea Battle che vede nella Cina il nemico militare numero uno. In tutta similitudine con l’altro noto come AirLand Battle che si opponeva alle forze del Patto di Varsavia sulla faglia tettonica europea negli anni della guerra fredda.
lunedì 30 gennaio 2012
Il futuro economico dell'Egitto:più populismo e meno crescita
Sia Giustizia e libertà, braccio politico della Fratellanza musulmana e ora primo partito politico in Egitto, sia al-Nour, guidato dai più radicali salafiti, seconda forza e vera sorpresa elettorale, seppure con gradazioni molto diverse, hanno promesso che proporranno riforme ispirate agli insegnamenti islamici. Ma non è detto che la coalizione di governo che guiderà il paese alla fine della fase transitoria sarà ad esclusiva composizione islamica...
[continua a leggere l'articolo su LIMES]
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mercoledì 18 gennaio 2012
Crescita debole. La Cina punta sui consumi interni
Neanche Sparta ride. La diminuzione della crescita dell’export e l’inversione della rotta del suo mercato immobiliare, sono alla base del rallentamento dell’economia cinese, confermato dai dati sull’espansione dell’economia nell’ultimo trimestre del 2011 ferma all’8,9%...
[Per leggere l'intero articolo vai sul sito della rivista di geopolitica Limes]
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La Banca Mondiale rivede al ribasso le sue previsioni di crescita dell'economia mondiale
Il circolo vizioso che rischia di palesarsi a breve tra il rallentamento delle economie dei paesi emergenti - motore dell'economia internazionale e l'entrata in recessione dell'Europa - la più importante area economica mondiale, costringe la Banca Mondiale a corregere al ribasso le previsioni sulla crescita economica nel 2012 del suo report di Giugno.
Per una approfondimento, qui il report completo della Banca.
Per una approfondimento, qui il report completo della Banca.
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