Nel 2019 la Cina potrebbe realizzare il primo disavanzo delle partite correnti dal 1993.
Già segnalato da Morgan Stanley qualche mese fa, secondo l'Economist , il fatto dovrebbe imporre un cambio strutturale con riflessi sull'intero sistema economico internazionale. Secondo il settimanale britannico ciò dovrebbe comportare un nuovo percorso della traiettoria di scontro comemrciale tra Cina e USA, ma questi ultimi non se ne darebbero per avvertiti. Esclusi i redditi da investimento il disavanzo commerciale degli USA nei confronti dell'Impero di Mezzo resta imponente: oltre 350 miliardi di dollari.
"We are now living in a G-Zero world, one in which no single country or bloc of countries has the political and economic leverage - or the will - to drive a truly international agenda. The result will be intensified conflict on the international stage over vitally important issue, such international macroeconomic coordination, financial regulatory reform, trade policy, and climate change.This new order has far-reaching implications... waiting for the current era of political end economic uncertain to pass. Many of them can expect an extended wait."
Iann Bremmer and Nouriel Roubini
"A G-Zero world" - Foreign Affairs - March/April 2011
Iann Bremmer and Nouriel Roubini
"A G-Zero world" - Foreign Affairs - March/April 2011
domenica 17 marzo 2019
lunedì 7 gennaio 2019
Avviata oggi la prima fase di negoziati tra Cina e USA sui dazi
Una delegazione statunitense guidata da rappresentanti di medio livello dei dipartimenti del Commercio e del Tesoro USA ha avviato oggi a Pechino due giorni di colloqui con rappresentanti cinesi per avviare trattative per superare la guerra dei dazi tra i due paesi. Qui il commento apparso sul New York Times.
giovedì 13 marzo 2014
Il Brasile va a rilento
I motivi della lenta crescita del Brasile, sempre piu' difficile spiegare con la sfavorevole congiutura economica internazionale, illustrate da Mario Garcia su Economonitor.
mercoledì 15 gennaio 2014
Sempre piu' vincoli esterni alla crescita dei paesi emergenti
A dirlo sono Alexander Culiuc and Kalpana Kochhar in un'analisi pubblicata su iMFdirect (International Monetary Fund's global economy forum).
sabato 11 gennaio 2014
Cina e Russia voltano le spalle al dollaro
È di poche settimane fa la decisione di fissare nella borsa di Mosca
un apposito periodo giornaliero durante il quale è possibile scambiare
direttamente il rublo con il renminbi, ricalcando quella cinese del mese
precedente che invece prevedeva lo scambio di renminbi contro rubli
presso la borsa di Shanga (leggi il resto su Limesonline)
mercoledì 11 dicembre 2013
Il RenminRublo
Per la prima volta il governo di Pechino ha concesso che sul suolo cinese, accanto al Renminbi, possa circolare, con lo stesso valore, una moneta straniera. Il permesso è valido solo per la città di Suifenhe, al confine con la Russia e la moneta è, ovviamente, il rublo russo.
I commerci in città compongono ben il 10% dell’intero valore dell’interscambio sino-russo. Con questa decisione di fatto il governo cinese, ben noto per il suo pragmatismo, non ha fatto altro che rendere legale una pratica già abbondantemente diffusa. Prima che la pericolosa (e prolifica) opacità dei mercati paralleli, invisa dalle parti di Pechino, potesse avere il sopravvento.
"L’approvazione dell’uso della moneta russa mira a regolarizzare il mercato del cambio del rublo, interrompendo le attività del mercato nero”, ha spiegato recentemente alla stampa cinese, Song Kui, presidente dell’istituto di ricerca economica della provincia di Heilongjiang.
Il rublo può essere depositato e ritirato dalle banche cittadine e chiunque può pagare in rubli i conti denominati in renminbi. Trova così un trionfale riconoscimento quello che negli anni ’80 era un semplice scambio transfrontaliero del quale si giovava la già ben più che logora realtà quotidiana sovietica ad uno dei margini dell’impero. Situazione che nel 1992, ebbe una prima, importante luce verde da parte di Pechino con la decisione di aprire la città di Suifenhe al libero accesso dei consumatori e dei commercianti russi.
L’agenzia di stato Xinhua ha riportato la notizia evidenziandone la valenza di “prima zona pilota”. Come se dovessero in futuro essercene altre.
Inquadrata in tale luce, la mossa cinese potrebbe essere il preludio di un passaggio ad un livello più alto dei rapporti, forse non solo economici, tra Mosca e Pechino.
L’interscambio commerciale tra i due paesi ha raggiunto nel 2012 la quota record di 88 miliardi di dollari, mentre le cifre di 100 e 200 miliardi sono tra gli obiettivi fissati per il 2015 e per il 2020 e vengono puntualmente ribaditi in occasione delle dichiarazioni alla stampa che seguono gli scambi di visite ufficiali tra i due paesi.
Come ha recentemente osservato Marc Chandler [1] la decisione del governo cinese è del tipo di quelle che raramente sono destinate a rimanere unilaterali.
E’ probabile, così, che la Russia possa consentire l’uso del Renminbi sul suo suolo in una zona di confine, generando un mercato basato su un tasso di cambio per la prima volta diretto e bilaterale tra le due monete.
Una via d'uscita per l'Ucraina ? - articolo di Timothy Snyder su NYRB
Mentre la polizia fa dietro front dalle piazze della protesta ucraina, l'esame della situazione nel paese di Timothy Snyder sul sito del New york review of books vale un'attenta lettura. Una prospettiva ampia per un esame a tutto tondo. Ottimo pezzo.
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